venerdì 26 febbraio 2010

Frittelle di mele


A queste frittelle sono particolarmente affezionato per un ricordo d'infanzia.
Quando mia mamma mi portava dal dentista in zona Stazione a Firenze, all'uscita un po' per compensare i dolori subiti un po' perchè è una golona anche lei, si andava a fare un po' di acquisti nella zona del mercato centrale che è appunto lì a due passi.

Due erano le fermate di rito nella Via Sant'Antonino: la Norcineria e 50 metri dopo quasi all'angolo la friggitoria.

Alla Norcineria si prendevano le frattaglie tipo animelle e schienali da far fritte la sera a casa e alla friggitoria delle stupende frittelle di mele e anche di riso ancora calde, da mangiare come merenda sulla corriera di ritorno a casa.

Talvolta si aggiungeva anche un cartoccetto 'salato' con i coccoli e la polenta fritta destinato ad integrare la cena.

Qualche anno fa tornando in zona con mia profonda delusione ho trovato che la friggitoria c'era sempre ma era diventata friggitoria cinese.

Accanto alle mie frittelle dell'infanzia figuravano involtini e wanton... ecco le ho assaggiate per prova, ma ovviamente erano un'altra cosa e non avevano proprio più il sapore dell'infanzia.

Forse se mi facevo fare un'otturazione prima di assaggiarle ;-)

Così ho cominciato a farmele da solo.

Ora se c'è una cosa per la quale proprio non ho simpatia per varie ragioni quella è proprio il friggere, specialmente se, come è accaduto ieri, prima mi sono sciroppato 4 ore e mezza tra file e attese varie per sottoporre il mio piccolo chef ad una visita pediatrica specialistica.
Quando torni a casa distrutto ed invece che accettare che è una giornata NO e rimandare l'impresa, ti metti a friggere se poi il risultato non è quello atteso vuol dire che te la sei cercata.


Ricetta tratta da "Il libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni ed. Il Centauro

Ingredienti

Mele renette: 500 gr. (io ho usato le golden)
Olio per friggere
Zucchero semolato q.b. per cospargere

e per la pastella:

Farina 100 gr.
Zucchero 100 gr.
Uova 1
Lievito di birra 1 cucchiaino (5 gr.)
Vin Santo: 1/2 bicchiere
Olio evo 3 cucchiai
Acqua: q.b.
Sale

per la "marinatura" (facoltativa) aggiungere:

Vin Santo o Brandy: 1/2 bicchiere
Zucchero 50 gr.

Procedimento:

Preparare la pastella con un po' di anticipo sul resto. Mescolare la farina con l'uovo, l'olio, il sale ed il lievito sciolto in poca acqua.

Mescolare bene ed aggiungere prima il vin santo e successivamente secondo la ricetta anche un po' d'acqua fino ad ottenere una pastella liquida: e quì non sono d'accordo col Petroni, secondo me l'acqua in più non è necessaria, basta il mezzo bicchiere scarso di vin santo a dargli la fluidità giusta, specialmente se usate un uovo grande.

Io purtroppo ero stanco e l'ho fatta troppo liquida come indicava lui e non sono stato soddisfatto del risultato, copriva troppo poco.

A parte avevo anche fatto una pastella più soda senz'uovo per il piccolo chef che è allergico all'albuma e sono venute molto meglio.

Lasciar riposare la pastella un'ora almeno prima di usarla.


Sbucciare le mele intere, togliere i torsoli col levatorsoli e tagliarle a rotelle spesse 4 mm.

Se si desidera la mela più aromatizzata lasciare le rotelle di mela a bagno un'oretta in una scodella dove avrete sciolto lo zucchero nel vin santo (Brandy)

Passare le rotelle nella pastella, sgocciolarle e friggere in abbondante olio bollente.

Mettere ad asciugare e servire dopo averle rivoltate nello zucchero.
Preferibilmente mangiarle ancora calde.

In una parola: deliziose!

6 commenti:

  1. I sapori che riportano all'infanzia! chissà che gusto farsi le frittelle calde calde! Fanno una voglia...
    Ciao
    Francesca

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  2. Io non le ho mai provate,ma il tuo racconto mi ha così rapito che mi ha fatto venire una gran voglia di provarle :P

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  3. anche per me il paolo petroni è un punto di riferimento soprattutto il suo vero libro della cucina marinara il primo suo che ho avuto, certi libri diventano per me come reliquie!

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  4. ah la friggitoria di via sant'antonino! conosciuta alla fine degli anni settanta, ora non merita più la sosta, ed hai presente quella sotto l'arco di san pierino? era mitica una volta, adesso la puzza di fritto ti piglia alla gola solo se sei nei paraggi e il fegato inizia a patire solo per l'odore, come del resto a varcare la soglia dei ristoranti cinesi impregnati di fritto e di odore di salsa di soia,

    i ricordi sono belli! io lì dove andavi tu ci prendevo il bombolone quello che dalle parti mie si chiamava la bomba alla crema!

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  5. buone!! ma vogliamo parlare dei boeri qui sotto?? sei geniale!

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  6. @Francesca: beh, non amo friggere, l'ideale per me sarebbe trovarle già pronte ;-)

    @Nanny: Provale allora, ne vale la pena!

    @Papavero: credo che l'unico friggitore che ancora resiste a Firenze sia quello in via dell'albero.

    @Dauly: Grazie, ma non esageriamo, mica li ho inventati io! ;-)
    Ciao!

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