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lunedì 22 marzo 2010

Uovo di Cioccolato (Uovo di Pasqua)


Settimana lunghissima per me la scorsa, senza possibilià per lungo tempo di cucinare alcunchè e con tutti i piani buttati all'aria.

Era prevista infatti per ieri anche la festa di compleanno in grande per i 4 anni del piccolo chef, che invece è stata rimandata.

Come ho già detto in coda ai commenti del post precedente, c'è stato qualche problema in più con la sua salute che ha portato alla ribalta nuove priorità.

Adesso che tutto è più o meno tornato alla normalità, riprendo a scrivere e pubblicare.

Essendo abituato a fare tre post a settimana questa premessa mi pareva doverosa...

Non che non abbia fatto proprio niente... sono riuscito a trovare il tempo per fare una Sacher Torte da 30 persone per il decimo compleanno della mia nipotina ma era un po' tirata via e così non ho fatto neanche le foto :-(

La tradizione vuole che per la Pasqua ci si scambino uova decorate di varia natura.
L'uovo per l'uomo ha sempre rivestito un forte carattere simbolico legato alla vita ed al suo mistero.

Ancor prima dell'avvento del cristianesimo, già nell'antica Persia pare ci fosse l'usanza di scambiarsi uova di gallina all'arrivo della primavera.

Essendo appena entrati nella primavera non c'era tema più adatto per oggi, così si arriva preparati per la Pasqua!

Farsi l'uovo di cioccolato da soli in casa non è difficile o almeno, è più semplice che fare i cioccolatini ripieni.

Anzitutto è necessario avere gli stampi da uova di cioccolato, in più una bilancia, la carta forno ed i soliti arnesi per il temperaggio per ottenere un bell'uovo lucido e solido!


Di stampi i negozi di casalinghi molto forniti, ne vendono di varie misure: di solito si trovano quelli da 250, da 350 e da 600 gr.

Indicativamente le misure interne ovvero quelle dell'uovo che ne risulta sono rispettivamente: 205x135 per il 250 gr. 230x165 per il 350 gr. e 270x185 per il 600 gr.

Questi pesi sono calcolati però per l'uovo in produzione automatica, gli stampi come noterete, hanno spesso dei punzoni e relativi fori di accoppiamento per la produzione a macchina in automatico.

Per farli artigianalmente è preferibile mettere un 10-20% di cioccolato in più così da avere un uovo più spesso e maneggevole.

La cosa alla quale dovrete prestare maggiormente attenzione è il maneggiare le uova.
Il calore delle dita infatti lascia dei segni evidenti sulla superficie lucida dell'uovo.

Cercate quindi di maneggiarle lo stretto necessario e ricordate che le ditate potrete sempre coprirle con la decorazione.

Ho provato anche ad usare i guanti in lattice, ma le mani si scaldano anche di più!
L'unica cosa che non lascia segni è usare un panno morbido, che però fa poca presa.


Procedimento

Praticamente si fanno le duè metà dell'uovo, poi si saldano insieme e si decora.

Essendo cavità che possono accogliere un chilo e anche più di cioccolato il metodo che si usa per i cioccolatini di riempire la cavità e poi rovesciarla non è applicabile, bisogna ricorrere perciò ad un altro metodo.

Sciogliere il cioccolato e temperarlo.
Versare nello stampo pesando la quantità occorrente per fare metà uovo.


Ricordate che se usate un cioccolato con molto zucchero sarà meno scorrevole e quindi vi occorrerà metterne un 10-20% in più!

Ruotare lo stampo più volte per distribuire uniformemente il cioccolato fino ai bordi dello stampo nel mentre che solidifica.



Nelle foto come vedete lo stampo non è sempre il solito ma le foto buone per illustrare erano queste! Guardate quindi il cioccolato!

Via via che addensa l'onda rallenta e si assottiglia, quando sarà ridotta ad una goccia, appoggiate lo stampo capovolto su carta forno a solidificare per 10'


Passare in frigo altri 10'
Togliere dal frigo e lasciar solidificare a temperatura ambiente tutto il tempo necessario affinchè l'uovo si stacchi dalla sagoma, in genere con 18° ci vuole un oretta.

Controllate da sotto di tanto in tanto a che punto è.
Se lo distaccate forzatamente prima rimarranno dei brutti segni sul cioccolato lucido.

Quando estraete il semiguscio dallo stampo sentirete un crepitio di cariche elettrostatiche ed uno sprigionarsi di aroma di cacao!


Conservate il primo semiguscio e preparate il secondo come sopra.


Per unire i due semigusci preparate una teglia da forno capovolta sui fornelli con un foglio di alluminio ben steso sopra.

Accendete i fornelli per pochi secondi in maniera da avere il calore distribuito uni formemente. Toccate con mano per controllare via via che raffredda che sia al punto giusto, ovvero caldo ma non da bruciare.

Nel frattempo avrete sistemato al lato su di un panno morbido un semiguscio con la sorpresa dentro chiusa in un sacchettino (non dimenticatela! può sembrare superfluo come consiglio ma a me è capitato più volte e se ne fate diversi trovate anche il modo di distinguerli l'uno dall'altro con le diverse sosprese dentro o rimarrete nel dubbio di avere mandato i Gormiti destinati a vostro nipote, alla vostra fidanzata!).

Prendere l'altro semiguscio appoggiarlo sulla placca calda muovendolo un poco in circolo, il bordo dell'uovo si deve sciogliere appena appena,


sollevate il semiguscio ed applicatelo all'altro facendolo combaciare premendo delicatamente e controllandone tutto il perimetro.


Lasciar raffreddare la saldatura.

Prendete l'uovo sempre sistemato sul panno e procedete alla decorazione. E quì date fondo al vostro estro artistico, le possibilità sono innumerevoli.

Potete anche lasciare l'uovo così com'è ed incartarlo con stagnole colorate, stoffe, fiocchi, fiori secchi etc...

Prima di incartarlo procuratevi un bicchierino di plastica che gli faccia da piedistallo.
Nei negozi che vendono articoli di carta io ho trovato delle coppette monoporzione per budini che facevano al caso.

Per fare una decorazione commestibile i materiali sono vari.

Si trovano in commercio tubetti di glasse di zucchero colorate da usare come matite.
Le potete ricavare anche da voi facendovi il fondente di zucchero come spiego quì.

Qualche anno fa facevo così, ma è lungo e laborioso, oltretutto bisogna anche aspettare che asciughi bene per incartarlo ed il fondente tende anche a staccarsi più facilmente; perciò ho decorato con altro cioccolato (al latte e bianco) che a me era più congeniale, usando il sac-a-poche con bocchetta liscia di 2 mm.

Qualche consiglio: la decorazione è sia un modo per impreziosire il vostro dono (eh già perchè di solito l'uovo lo si fa per donarlo, no?), che un trucco efficace per coprire qualche magagnetta, le ditate in primis!

Lo ripeto, non maneggiate troppo l'uovo e siate semplici: le decorazioni eccessive appesantiscono l'insieme.

Partite possibilmente con le idee chiare, uno schizzo a matita su un foglio vi può già dire se il colpo d'occhio è efficace; ricordate infatti che quì non c'è la gomma per cancellare, ogni grattata sull'uovo lascia la cicatrice!

Ultimo ma non meno importante, scrivere su una superficie curva non è così semplice come scrivere su di un piano: per prendere la mano potrete allenarvi sulla calotta esterna dello stampo.

Per questo uovo ho scelto un motivo floreale di roselline bianche ripetuto all'infinito... repetita iuvant!


P.S.: ho anche caricato la foto sul canale Caffarel di Made in kitchen, pare che la Caffarel dia una sorpresa a tutti i partecipanti.

Speriamo sia di cioccolato o meglio ancora... di Gianduia!

martedì 23 febbraio 2010

Fondente di zucchero

Il fondente di zucchero è una preparazione base di pasticceria, utile per farci delle caramelline, oppure aggiungendo coloranti alimentari, le coperture per le torte e modellazione in genere.

A me serve per fare i boeri, che saranno l'oggetto del prossimo post; diciamo pure che questo è il pre-post introduttivo.

Si tratta banalmente di zucchero cotto fino ad un certo grado e poi raffreddato guidandone la cristallizzazione.
Lo zucchero infatti comincia a cuocere e a modificare la sua cristallizzazione al raffreddamento, poco sopra i 100° andando con un certo numero di intervalli fino al grado del caramello. Il limite superiore della scala è intorno ai 168° (caramello) oltre il quale comincia a carbonizzare.
Esiste una scala di temperature della cottura dello zucchero con relative descrizioni che adesso però non vi stò a riportare.


Materiale occorrente:

Termometro da zucchero (ha una scala che va da 80° a 220°)
Marmo bianco di Carrara
Polsonetto in acciaio
Spatola in acciaio
Mestolino di legno pulito
Zucchero
Acqua
Glucosio (in sostituzione: acido citrico oppure succo di limone)

Il glucosio o i suoi sostituti per me non sono poi così necessari, quindi non impazzite a cercarlo in giro. Di norma serve ad evitare una cristallizzazione indesiderata; io quì per fare i boeri non ce l'ho messo.

Non preparatene quantitativi enormi, ovvero non riempite il polsonetto a più di metà, che poi durante la cottura gonfia.

Buona norma quando si lavora lo zucchero è tenere a portata di mano un contenitore con acqua fredda, vi servirà nel caso dobbiate lenire rapidamente un'accidentale scottatura da zucchero bollente.

Procedimento

Mettere zucchero acqua e glucosio nel polsonetto. Le proporzioni sono: 3 parti di zucchero ed una d'acqua ovvero 150 gr. di zucchero + una d'acqua (+ un cucchiaio di glucosio).
Scaldare piano su fornello medio. Quando è sciolto alzare la fiamma finchè cominica a cuocere, senza mescolare.

Controllare col termometro finchè si arriva a 115° (piccola bolla).


Togliere dal fuoco e versare sul marmo finendo di vuotare col mestolino pulito.


Lavorare lo zucchero con la spatola ammucchiando e distendendo la massa sul marmo

finchè cambia aspetto ovvero da lucido e trasparente che era, diventa sabbioso e grigiastro.


Via via che solidifica ammorbiditelo appena, schizzando con le dita poca acqua a gocce, più o meno come si fa con la biancheria quando si stira.


Strisciarlo sempre con la spatola per eliminare eventuali grumi.

Finite di lavorarlo con le mani, come se impastaste. Alla fine dovrebbe essere morbido e perfettamente malleabile e appena appiccicoso.


Conservatelo in un vasetto ben chiuso. Quando lo andate ad usare dopo qualche tempo potreste trovarlo indurito oppure può aver formato uno strato sciropposo trasparente in superficie. Basterà scaldarlo a bagnomaria o nel microonde e mescolarlo e torna malleabile come prima.

lunedì 15 febbraio 2010

Cioccolato bianco: il temperaggio


La settimana scorsa avevo pubblicato un sondaggio che terminava alle 15 di venerdì dove ponevo la domanda:

Quali argomenti ti piacerebbe veder trattati nei prossimi posts?

Risultato del sondaggio:

Cioccolato tecniche di base 5 voti 13%
Cioccolato tecniche avanzate e decorazioni 10 voti 27%
Cioccolatini facili 10 voti 27%
Cioccolatini difficili 4 voti 11%
Torte 10 voti 27%
Biscotti 5 voti 13%
Torte salate 8 voti 22%

Ordinando il risultato:

-primo posto pari merito a tre per: tecniche avanzate del cioccolato, cioccolatini facili e torte,
-secondo posto per: torte salate
-terzo posto pari merito per: tecniche base del cioccolato e biscotti.
-Maglia nera per i cioccolatini difficili... e che vi hanno fatto di male? Sono così buoni! ;-)


Con questi risultati in testa ho studiato il da farsi per il fine settimana, ed ho pensato di unire le tecniche avanzate con i cioccolatini facili, il risultato (lo vedrete nel prossimo post).
Oltretutto domenica era San Valentino e come pensierino ci stava bene... :-)

Prima però è necessario spiegare una tecnica base, ovvero il temperaggio del cioccolato bianco.
Il cioccolato bianco è impropriamente chiamato cioccolato, in quanto mancante della parte secca ed aromatica (detta "panello"), caratteristica del cioccolato vero e proprio. E' infatti composto di burro di cacao, latte in polvere, zucchero, lecitina ed aroma di vaniglia. Il fatto che sia bianco e di sapore morbido lo rende adatto alla preparazione di cioccolati colorati ed aromatizzati (chi non ha mai almeno visto od assaggiato una volta quei dadoni arancioni del cioccolato all'arancio?), che però a me ricordano più la lavorazione del sapone che quella del cioccolato... ;-)
Il fatto che ci sia il burro di cacao rende necessario il temperaggio.

Rispetto al temperaggio del fondente cambia qualcosa: ovviamente le temperature di riferimento e qualche cautela in più.

Il punto di cristallizzazione più basso dà un po più di respiro quando lo si usa, nel senso che se ci sono 20° dove si lavora, a parità di massa lavorata il fondente a passare da 32 a 29° (intervallo utile per la lavorazione) ci mette meno che il bianco a passare da 29 a 26°.

Fotocopia dell'altro sabato: la mia signora a fare shopping ed io in cucina col mio piccolo aiutante. Stavolta però ho piazzato la macchina fotografica sul tavolo con l'autoscatto. A forza di ditate di cioccolato alla fine è diventata commestibile anche quella...
In qualche foto si vede una manina che tiene un biscotto... :-)))


Temperaggio del cioccolato bianco:

Tritare in piccoli blocchi il cioccolato bianco e mettere a sciogliere nel microonde o se preferite a bagnomaria.
Aprire e mescolare di tanto in tanto portando lentamente la massa a 45°. E' importante arrivarci lentamente, così si evita la formazione di grumi.

Deve presentarsi fluido omogeneo e senza grumi, mescolando vi accorgerete che i grumi diventano bollicine d'aria e successivamente spariscono anche quelle.

Mettere 1/3 della massa in un altro contenitore

ed il rimanente sul marmo. Spatolarlo distribuendolo uniformemente sulla superficie

e successivamente raccoglierlo.

Ripetere più volte finchè non diventa un po' più pomatoso; attenzione che rispetto al fondente si avverte meno la differenza.

Misurare che la massa sia arrivata a 25°.

Mettere assieme alla massa calda lasciata da parte e mescolare. Misurare col termometro, come per il fondente: in questo caso dovremmo avere 29°... se siamo sopra occorre rimettere parte della massa sul marmo, spatolare ancora, riunire al resto, mescolare bene e rimisurare.
Se invece siamo sotto conviene aggiungere altro cioccolato bianco caldo, mescolare e misurare, o più semplicemente riscaldare a bagnomaria su un pentolino di acqua tiepida controllando il rialzo della temperatura.

(si lo sò, prima c'era una tazza celeste e gialla, però era poco capiente così una volta vuotato sul marmo la massa calda l'ho rimessa in questa ciotola)

A questo punto la massa è temperata e pronta ai vostri ordini per un tempo sufficientemente ragionevole. Potete mettere poi quello che vi avanza in un sac-a-poche o in un cornetto ricavato con la carta forno ed usarlo come 'matita' per fare qualche decorazione da conservare per aggiungere alle vostre torte.

Mettete un foglio di carta forno e procedete a creare i motivi e i disegni che la vostra fantasia vi propone, tenendo conto che più intrecciate le linee e più robusta e maneggevole è la decorazione


Per ultime potete anche fare delle gocciole di cioccolato bianco, utili da aggiungere negli impasti per fare dei biscotti o dei plum-cale con le gocciole appunto.


Per ottenere una decorazione ondulata e non piatta è sufficiente mettere la striscia di carta forno con il decoro, appoggiata su un matterello


ed il mattarello appoggiato poi in un angolo tranquillo.


Dopo un oretta sarà tutto ben solidificato e facile da staccare.
Staccare le figure e riporle in un contenitore chiuso al buio in luogo asciutto con temperatura tra i 15 ed i 20°.

lunedì 1 febbraio 2010

Cioccolato: il temperaggio


Questo quà sopra potrebbe essere indifferentemente il punto di partenza o di arrivo. In questo caso per me lo era di arrivo.

Premessa: il cioccolato necessita di una lavorazione accurata, se lo si fonde e risolidifica senza dargli importanza lui si vendica appicicandosi allo stampo che gli avete dato come forma oppure per dispetto vi lascia chiare strisce di grasso in superficie per non parlare dell'assenza di schiocco alla rottura, privandovi di un suono fra i più dolci!

Detto questo il vostro punto di arrivo potrebbe essere questo:


non male come pesca!

oppure questo :)


accompagnando a scelta un buon Porto invecchiato, un buon Barolo chinato o come in questo caso Aleatico dell'Elba.

o molti altri punti di arrivo ancora, se seguirete questo blog vedrete quante buone cose si possono ricavare dal cacao.


Andiamo per gradi, intanto la lista della spesa:


1 Lastra di marmo: che sia bianco di Carrara, con 50x60 e spessa 2 cm. io ci tempero fino a 1,5 kg. di copertura. Un marmo in pasticceria poi serve a tante altre belle cose...

2 Termometro: va bene anche quello di vetro anche se è più lento

3 Spatole di silicone per mescolare e ripulire le ciotole

4 Spatola a raschietto: un po' rigida, vi servirà anche per altre lavorazioni
5 Spatola lunga con gomito

6 Bilancia da cucina con dispositivo tara

7 Stampi da tavoletta: anche se fate altro vi servirà per avere da parte ordinatamente il residuo

8 Un torcione per pulire, in alternativa carta tipo scottex
9 Ciotole per microonde: i puristi non inorridiscano, il microonde è una gran bella comodità ed il cioccolato non se ne offende :) Oltretutto se si usa un bagno maria c'è da stare attenti all'acqua e al vapore del pentolino. Cosa molto importante: il cioccolato non deve mai e poi mai venire a contatto con l'acqua.

10 Cioccolato di copertura. Bene, quì si potrebbe aprire una bella parentesi, io ho usato una delle migliori coperture del mondo, roba accessibile solo agli addetti. Si tratta infatti di cioccolato Felchlin e nella fattispecie un Gran Cru 
al 72% ricavato da cacao Criollo dell'Ecuador e concato 72 ore, una vera esperienza sensoriale! Avevo gli ultimi 400 gr. in gocce, finito questo le uniche gocce che avrò saranno le lacrime! ;)
Ovviamente se partite da coperture in blocchi aggiungete al materiale di cui sopra: un tagliere di silicone ed un coltellone peso per grattare il cioccolato in picole scaglie (oppure un martello!! ...no! non scherzo! va martellato quando è ancora nella confezione e poi si mette a sciogliere tutto lo sbriciolio... mh... se abitate in un condominio penseranno che avete i muratori in casa anche la domenica, eh eh eh...).

Prima di partire è opportuno controllare la temperatura ambiente e l'umidità relativa. Lavorate possibilmente in un ambiente con temperatura tra i 18 e i 22° (idealmente 20) con bassa umidità. Evitate per esempio di lavorare in una cucina dove state producendo vapore con qualche altra cottura tipo il brodo!

Dunque, si raccoglie il cioccolato sbriciolato a piccoli pezzi (il più possibile uguali tra loro) in una ciotola e si mette nel microonde. Il tempo dipende anzitutto dalla quantità di cioccolato e poi dalla grossezza delle scaglie, più sono piccole e meno ci mette a sciogliere. Di tanto intanto aprire, mescolare la massa in fusione e controllare la temperatura. Portare a 50° circa (questo vale per la copertura fondente) e attenzione a non superarli di molto. Il cioccolato surriscaldato (tipo 60-70°) granisce, cambia sapore e non lo temperate più!

Mettere un terzo della massa fluida in un altra ciotola (utile la bilancia)



ed i rimanenti 2/3 sul marmo

A questo punto con la spatola lunga nella mano destra distibuire la massa sul marmo, "massaggiandola"
e successivamente riportarla al centro col raschietto tenuto con la mano sinistra. Usate le due spatole ad ogni manovra per ripulirle vicendevolmente


Ripetere il "massaggio" più volte, anche quì dipende dalla quantità e dalla temperatura ambiente.Ovvero, se è mezzo chilo di massa e avete 18° in cucina correte che vi si solidifica tutto!( insomma vi bastano anche solo due passaggi), se viceversa avete 22° ed 1 kg. di massa vi ci vorranno almeno 6-7 passaggi. Ad occhio si capisce avvertendo che la massa diventa meno fluida, diciamo "pomatosa". A questo punto controlliamo la temperatura che dovrà essere tra i 27 e i 28°


spatoliamo il marmo col raschietto versando la massa "pomatosa" nella ciotola che avevamo da parte con il terzo di copertura più calda.


Mescoliamo bene, le due masse si devono amalgamare. Mescolando la massa spatolata sul marmo indurrà la giusta cristallizzazione nella massa più calda che a sua volta contribuisce ad alzare la temperatura d'insieme di qui pochi gradi necessari a rendere la massa più fluida ed adatta alla lavorazione.


Verificare che il tutto abbia raggiunto una temperatura tra i 31 ed i 32°



Mannaggia, il riflesso, comunque fidatevi erano +o- 32° eh eh eh...

Qualora la temperatura misurata fosse più alta, conviene riversare parte della massa sul marmo, dare un altro passaggio, poi riaggiungerla al resto e misurare di nuovo. Se fosse più bassa invece, vi conviene avere da parte altro cioccolato fuso ben caldo ed aggiungerlo poco alla volta sempre mescolando; oppure, mettete la ciotola su una pentolina di acqua calda e mescolate con cura fino alla temperatura giusta.

A questo punto avrete una massa di cioccolato temperato pronta ai vostri ordini. Quì ho fatto delle tavolette da 100 gr.


Cosa importante quando si forma è vibrare gli stampi, ovvero battere ritmicamente lo stampo su una superficie rigida per far salire in superficie le bolle d'aria.


Fare raffreddare (magari 5-10' in frigo per aiutare) e smodellare dallo stampo.
A questo punto se la copertura era ben temperata vedrete che il cioccolato avrà queste caratteristiche:

- guardando dal sotto in trasparenza sarà distaccato dalla forma

- togliendolo dalla forma si presenta uniformemente lucido e staccando lo stampo si avverte un crepitio tipo cariche elettrostatiche (si, ma tranquilli, non rimarrete fulminati!)

- alla rottura darà uno schiocco netto ed avrà un profilo uniforme senza striature

- lo stampo rimane perfettamente pulito! Gli stampi da cioccolato infatti , se si lavora bene, si lavano una volta all'anno quando arriva il caldo!

Prossimamente vi racconterò qualcos' altro sul cioccolato, se poi avete seggerimenti o domande commentate pure. Stay tuned!

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