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lunedì 13 giugno 2011

Sfogliatine alla Crema di Riso


Queste sfogliatine rientrano nel repertorio delle cosiddette pastine da colazione al bar/pasticceria.

A Firenze si chiamano semplicemente sfogliatine, mentre ho scoperto che in buona parte del resto della Toscana vengono chiamate proprio "Fiorentine", anche se evidentemente non stiamo parlando di bistecche! ;-)

Quando ancora compravo le paste nei bar e nelle pasticcerie ricordo che l'offerta prevedeva queste varianti nel ripieno: la crema pasticcera, la crema di riso oppure mele opportunamente trattate.

Ora che bar e pasticcerie li frequento prevalentemente per bere il caffé, mi è parso di intravedere anche qualcosa con ripieno crema cacao/cioccolato e non credo che comunque l'offerta si sia ampliata oltre.

Vi chiederete com'è che se mi piacciono tanto abbia smesso di comperarle... beh, la ragione è anzitutto una: la sgradevolissima sensazione di grasso sul palato che lasciano le sfoglie a base di margarine vegetali (e molti di voi scommetto in questo momento stanno condividendo il mio stesso pensiero... ;-) ).

E poi... quando uno scopre che la pasta sfoglia se la può fare anche da sé in casa, utilizzando magari un profumatissimo burro d'alpeggio e che la fatica ti restituisce dei sapori che avevi dimenticato, (o nei casi peggiori, che mai avevi conosciuto!), insomma... poi qualsiasi prodotto acquistato per poter competere deve avere una qualità degli ingredienti non comune!

Il tipo di ripieno che ho scelto io è stato a lungo uno dei miei prediletti e comunque la scelta della crema di riso (questa, semplicissima, è di mia ideazione) è stata dettata dalla solita e oramai "storica" esigenza di evitare il contatto con l'uovo al "piccolo Chef".


Ingredienti per 6 sfogliatine

Pasta sfoglia 330 gr
Queste invece le dosi per farla sul momento:

Farina Manitoba 65 gr
Farina 00 65 gr
Burro 130 gr
Acqua 70-75 gr
Sale 2 gr

Per il ripieno
Latte 250 gr
Panna 50 gr
Riso (originario) 50-60 gr
Zucchero 25 gr
Scorza grattugiata di mezzo limone
Sale un pizzico

Procedimento
Preparare la pasta sfoglia come illustrato magnificamente come sempre quì dalla carissima Paoletta e tenerla da parte in frigo fino al momento di stenderla.

Preparare quindi il ripieno: portare a bollore il latte mescolato a panna, zucchero e scorza grattugiata, salare con un pizzico e versarvi poi il riso a pioggia.

Far riprendere il bollore e cuocere il riso girandolo finché il latte si addensa formando una crema piuttosto densa (15-20' circa).
Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare bene.


Riprendere la pasta sfoglia dal frigo, stenderla col mattarello su un piano leggermente infarinato in un rettangolo di 2-3 mm di spessore.

Arrotolare la sfoglia dal lato corto ottenendo così un cilindro di una ventina di cm di lunghezza.


Tagliarlo con una lama affilata in 6 cilindretti di uguale altezza (2 dita circa) dai quali ottenere successivamente le relative sfogliatine.


Spolverizzare il piano con abbondante zucchero semolato curando di riaggiungerne in abbondanza durante la formatura delle sfogliatine via via che queste ne assorbono.

Stendere i cilindretti sullo zucchero, in dischi aventi più o meno il diametro di un compact-disc... ;-)
Mettere il ripieno spalmandolo sulla metà bassa del disco,


chiudere sovraponendo il lembo superiore, sigillare delicatamente


e trasferire su una teglia coperta di carta forno.


Una volta riempita la teglia con le sfogliatine un po' distanziate tra loro, metterla 30' circa in frigo, nel frattempo accendere il forno a 200°.

Trascorsa la mezz'ora di frigo, cuocerle per 10-15' o comunque fino a caramellatura della crosta .

Consumarle preferibilemente calde, appena sfornate... ;-)


Buon inizio settimana! :-D

venerdì 30 aprile 2010

Sfogliatelle frolle


Questa ricetta proviene dal blog dello Zio Piero, che credo non abbia bisogno di presentazioni :-)

Gli sono molto grato per essere stato il primo a riprodurre una mia ricetta di cioccolatini e a farci un post e volevo contraccambiare intanto postando una ricetta proposta da lui.

Curiosando nel suo blog c'è l'imbarazzo della scelta... io però ho un debole per la pasticceria napoletana tant'è che volendo fare le famose sfogliatelle ero partito subito col difficile ovvero le sfogliatelle riccie.

Quelle frolle non le avevo mai considerate, però leggendo il suo post sulle sfogliatelle di Antonia mi è venuta la curiosità di provarle.

Non so in cosa e quanto sia diversa la ricetta originale, io mi sono limitato a riprodurre quella proposta dallo Zio Piero.

Adesso che le ho fatte ed assaggiate però anch'io come lo Zio Piero sono tormentato dal dubbio: meglio le riccie o le frolle?

Le riccie indubbiamente a farle danno più soddisfazione, una volta finite ti senti di aver fatto qualcosa di titanico e poi sono... "scrocchiarelle".

Le frolle a confronto invece sono una "passeggiata 'e salute", ma il loro bello è la frolla friabilissima.

Ho lasciato invariati ingredienti e quantità ma, alla mia maniera, vi aggiungo qualche dettaglio nel procedimento.


Per 14 sfogliatelle circa

Per la pasta frolla
Farina 500 gr
Strutto 200 gr
Zucchero 200 gr
Ammoniaca per dolci 1/2 cucchiaino
Miele 30 gr
Acqua 100 gr (possibilmente fredda)
Sale un pizzico

Per il riepieno
Semola rimacinata 100 gr
Ricotta 350 gr
Latte 270 gr
Zucchero 165 gr
La buccia di una arancia grattugiata
Canella in polvere 1/2 cucchiaino
Estratto di vaniglia
Uova 1 (piccolo)
Cedro ed arancio candito 60 gr complessivi


Procedimento

Io come ammoniaca per dolci ho trovato un sale d'ammonio granuloso come lo zucchero.

Ne ho messo un po' più della dose indicata e l'ho quindi mescolato fin dall'inizio a farina e zucchero.

Impastare la frolla mescolando farina, zucchero e sale (e ammoniaca) ed aggiungendo poi il miele e lo strutto.

Lavorare brevemente con la punta delle dita oppure con una forchetta o con un tarocco fino a formare un composto bricioloso.

Per ultima aggiungere l'acqua, amalgamare rapidamente l'impasto e farne una palla.

Avvolgere nella pellicola e mettere in frigo 3 ore almeno, idealmente una notte intera.

Preparare quindi il ripieno.

Scaldare il latte in un pentolino, quando spicca il bollore togliere dal fuoco e versarci la semola poco alla volta, mescolando continuamente con un mestolino di legno pulito per evitare la formazione dei grumi.

Se non dovesse addensarsi subito, una volta tolti gli eventuali grumi, rimettere sul fuoco mescolando fino a cottura.

Lasciar raffreddare.

Nel frattempo mescolare la ricotta con lo zucchero, aggiungere la scorza d'arancio, la cannella e la vaniglia.

Unire i due impasti del ripieno, mescolare ed aggiungere infine l'uovo e poi i canditi tritati finemente.

Prendere la frolla pesarla e dividerla in pezzetti di ugual peso (70-75 gr cadauna).

Io consiglio di stenderla sempre fredda quindi conviene lavorare metà impasto per volta, lasciando l'altra metà nel frigo.

Per stendere bene la frolla prendere due fogli di carta forno, o anche uno solo piegato a metà, metterci una pallina di pasta in mezzo e con un piccolo mattarello schiacciare l'impasto in modo da ottenere un ovale di spessore uniforme.

Prendere il ripieno con un cucchiaio e stenderlo su una metà dell'ovale, prendere l'altro lembo e piegarlo sul ripieno a chiudere.

Per non avere carenza o avanzo di ripieno io metto la ciotola sulla bilancia e misuro così la quantità di ripieno che prelevo.

All'incirca calcolate 60-65 gr di ripieno per ogni sfogliatella.

Sigillare i bordi facendo attenzione che il ripieno non arrivi ai bordi altrimenti vi sarà difficile chiuderle.

Appogiarle via via su una teglia coperta di carta forno.

Mettere in forno caldo in posizione medio alta.

Per quanto riguarda la cottura la ricetta consiglia a 200° fino a doratura che per il mio forno vuol dire 180°.

Dopo 10' circa erano già pronte.

Comunque conviene tenerle d'occhio, purtroppo la mia prima infornata ci è rimasta credo 2' di troppo perchè sono stato distratto da altre faccende e le frolle si sono scurite troppo.

Far intiepidire appena e spolverizzare di zucchero a velo.

venerdì 2 aprile 2010

Sfogliatelle riccie


Premessa per i campani che leggono questo post: so che siete abituati a vederne di bellissime, con certe sfogliature sottili sottili e belle gonfie di farcitura... abbiate pietà, queste erano in assoluto le prime che facevo!! ;-)

Le sfogliatelle sono uno di quei dolci tipici campani che, al pari del babà, non han bisogno di presentazioni.

Per i cenni storici sulle origini di queste delizie, se volete approfondire, vi rimando a questo link su Wikipedia.
Anche quì, guarda un po', c'è la storia della iniziale scoperta casuale della ricetta, fattore che pare ormai imprescindibile dall'origine di ogni cosa buona che vedo pubblicata!

Gli scorsi anni, il mio omaggio pasquale alla pasticceria napoletana/campana (che rimane una delle mie preferite in assoluto), era la pastiera; però, con il barattolone di grano cotto che trovo al supermercato me ne viene fuori una di tre chili e mezzo! Tanta roba!

Certo, potrei suddividerla in più torte, ma rimane sempre il problema di chi si mangia tutto 'sto ben di Dio (si, lo so che vi sacrifichereste volentieri, ma credo che sarete già ben impegnati con pranzoni e cenoni della festa) ;-)

Sulle prime avevo pensato di provare a fare la colomba di Adriano... poi però, leggendo bene la ricetta ho capito che senza impastatrice anch'io che ho fatto panettone, pandoro e kugelhupf incordando a mano, non ce l'avrei mai fatta nemmeno se mi facevo trapiantare un braccio bionico...

Inoltre poi la bella iniziativa di solidarietà che mi ha portato a diventare una delle 99 (e più!) colombe in soccorso della "Sorelle Nurzia", mi ha indotto ad acquistare la loro, aggiungiamoci qualche altro esemplare ricevuto in dono e così anche quest'anno a colombe son bello che sistemato fino all'estate.

Avevo nel cassetto questa ricetta dettagliatissima, ma non avevo mai avuto il coraggio di farla... eh si, perchè come tutti ben saprete le sfogliatelle riccie sono una delle cose più difficili e laboriose che ci siano da rifare con mezzi casalinghi.

L'avevo infatti stampata e messa via anni fa, presa in un noto forum di ricette che rammentavo anche nello scorso post... ogni tanto tornavo a leggerla e poi mi dicevo: no, sie... chissà che macello fo...

Non ricordo esattamente chi ne fosse l'autrice, mi pare che il nickname fosse Viv (se eri tu e per un caso assurdo mi stai leggendo: Grazie Mille, sei un mito!!!) e comunque nel cassetto era rimasta fino a questa settimana.

Per scrupolo l'ho confrontata con altre trovate in giro su internet, su Gennarino.org per esempio ce ne era una praticamente identica.

Così mi sono programmato due serate nella settimana, mi sono procurato il necessario, e dunque... che sfogliatella sia!


Ingredienti

Per la pasta
Farina Manitoba 500 gr. (ho usato la Loconte)
Acqua 200 gr.
Miele 20 gr.
Sale 5 gr.
Strutto 150 gr.

Per il ripieno
Semolino 125 gr.
Acqua 375 gr.
Ricotta 125 gr.
Zucchero vanigliato 125 gr. (la ricetta originale ne prevedeva 140)
Uovo 1
Arancia e Cedro canditi 50 gr. in tutto
Cannella in polvere q.b.
Sale q.b.

Per spolverizzare
Zucchero a velo q.b.


Procedimento
Preparare la pasta: fare la fontanella di farina sulla spianatoia, sciogliere sale e miele in poca acqua tiepida, versare sulla farina impastando.
Aggiungere anche il resto dell'acqua ed impastare a lungo.

La difficoltà in questa fase è che l'impasto è durissimo e molto asciutto a causa della scarsa quantità di acqua, ma non ne va aggiunta assolutamente.

Impastare con le nocche e con le dita, battendo spesso l'impasto per ammorbidirlo, per una mezz'ora almeno.

Alla fine avrete ottenuto un impasto uniforme liscio ed un po' più malleabile. Chiudere a sfera, spennellare di strutto e mettere a riposare per un'ora a temperatura ambiente.


Per il passo successivo, a meno che non siate dei campioni assoluti col matterello, vi conviene usare la macchina per tirare la pasta.

Si tratta infatti di ottenere una sfoglia sottilissima in un solo nastro larga dai 15 ai 20 cm, e lunga qualche metro (si, metri! avete letto bene!).

Per fare agevolmente tutti i passaggi, io ho organizzato il piano di lavoro così: ho ancorato la macchina per la pasta all'angolo destro del tavolo, sotto al lato destro del tavolo ho messo una sedia con un vassoio, sul tavolo poggiavo la pasta da passare che poi finiva stratificata in basso sul vassoio.

Prendere la pasta ed appiattirla col matterello ad una striscia di poco meno di un cm. dopodichè si può cominciare a passarla nella macchinetta partendo dalla prima tacca, la più larga.

All'inizio lasciarla sempre più stretta dei rulli, nella mia sono larghi 15 cm e ho cercato quindi di ottenere un nastro largo 12-13 cm.

Fare tutte le tacche senza saltare fino alla più sottile alla quale cercate di arrivare invece col nastro più largo possibile.

Togliere la macchinetta e distentere la prima porzione di nastro.
Col matterello cercate di allargare la sfoglia per averla ancora più sottile, si devono vedere bene attraverso le venature del tavolo.

Nel frattempo sciogliere lo strutto nel microonde.

Tagliare al pari l'inizio del nastro.
Spennellare abbondantemente con lo strutto la prima porzione di nastro.

Cominciare ad arrotolare stretto questa prima porzione, cercando di ottenere un rotolino uniforme.
Arrivati in fondo distendere un altra porzione di nastro, spennellare anch'essa e arrotolarla ancora e così via fino alla fine del nastro, che taglierete al pari.

Alla fine dovreste ottenere un cilindro (o quasi) del diametro di 7-8 cm e largo 15.
Spennellare con lo strutto, avvolgere nella pellicola e mettere in frigo 24 ore.

Il giorno successivo togliere la pellicola e tagliare il rotolo in fette larghe un cm. circa.

Per lavorare meglio secondo me conviene tenere le fette ottenute in frigo e tirarle fuori una alla volta via via che si formano.
A me che ho le mani calde con le ultime tenute fuori mezz'ora a temperatura ambiente mi si squagliava tutto lo strutto e lavoravo peggio.

Intanto preparare il ripieno: portare l'acqua salata ad ebollizione e gettarci il semolino a pioggia. La ricetta diceva di cuocerlo per 5', a me dopo 3' è sembrato più che cotto e l'ho tolto dal fuoco.
Far raffreddare.

Setacciare la ricotta con lo zucchero aggiungere poi l'uovo, mescolare e aggiungere poi i canditi tritati e la cannella.
La ricetta originale prevede anche l'aroma di vaniglia, ma io ho usato lo zucchero vanigliato e come aroma mi bastava già quello.

Aggiungere al semolino ormai tiepido e amlagamare bene.

In realtà io ho diviso il ripieno a metà: la prima senza uovo e senza cannella per il piccolo chef e la signora, e la seconda invece completa di tutto.

Ungersi bene le dita con lo strutto e con i pollici sopra e gli indici sotto cominciare a strofinare la superficie dei dischi ruotandoli via via in maniera da ottenere dei coni. Le dita fanno più o meno il movimento che si fa per indicare i soldi.


Tenere bene aperto il cono in una mano e metteteci il ripieno con l'altra.
Chiudete i lembi e poggiate sulla teglia coperta di carta forno.

Riempite la teglia (posatele pure vicine tanto non crescono) e mettetela in forno già caldo a 180° per 5', poi ritiratela fuori per 2' (non chiedetemi perchè) e rimettetela successivamente a 170° per 20' circa.

Togliere dal forno e far raffreddare appena.

Mettere sul piatto di portata e spolverizzare con zucchero a velo.


L'ideale sarebbe di mangiarle ancora calde.


Con questa ricetta mando a tutti i miei più sinceri auguri, ritornerò martedì 6 con un post del quale ancora non so niente se non che si unirà al coro delle 99 colombe.


BUONA PASQUA!

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